Non si sa molto del Togo prima della colonizzazione. Sappiamo che questa nazione presentava una popolazione locale, gli ewe, già nel XI secolo.
Il paese vide arrivare per primi i portoghesi, seguiti poi da pretese danesi che non ebbero seguito a causa di un accordo tra Germania e il re locale di quegli anni. Conseguenza di questo accordo fu la trasformazione in una colonia tedesca chiamata Togoland.
Pur avendo portato migliorie all'interno del paese, i togolesi non erano contenti del regime tedesco e allo scoppio della guerra mondiale accolsero senza indugi le truppe britanniche.
Alla fine del conflitto la Società delle Nazioni decise di dividere il paese fra Inghilterra e Francia.
La città di Lomé, l'intera linea costiera e i 2/3 della colonia tedesca costituirono il Togo francese, mentre la zona occidentale fu riunita dalla Gran Bretagna alla Costa d'Oro.
Le continue modifiche ai confini del territorio e le sempre più frequenti spartizioni fecero scattare l'opposizione degli ewe, che si ritrovarono divisi e indeboliti, tanto da entrare in contrasto con il resto della popolazione e chiedere l'unificazione.
Il 27 aprile del 1960 il Togoland francese riuscì finalmente a dichiarare la propria indipendenza costituendo il moderno stato del Togo ed eleggendo come suo primo presidente Sylvanus Olympo.
Nello stesso anno si adottò la bandiera nazionale con in alto a sinistra una stella bianca (simbolo della speranz) in campo rosso, mentre il resto della bandiera è composta da cinque bande orizzontali verdi (simbolo dell'agricoltura) e gialle (simbolo della ricchezza del sottosuolo).
















